Remedios ([info]remedios79) wrote,
@ 2009-02-01 11:05:00
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A un cerbiatto somiglia il mio amore, David Grossman
Guerra dei sei giorni. Orah, Avram e Ilan sono tre sedicenni che si incontrano all'interno del reparto di isolamento di un ospedale di Gerusalemme mentre all'esterno è il caos.
Mentre Ilan è quasi del tutto relegato a un mondo fatto di deliri da febbre alta, tra Orah e Avram nasce (una luce nel buio dell'ospedale) un'amicizia profonda fatta di un fiume di parole: i pensieri più profondi di Orah che hanno adesso il coraggio di uscire, la fantasia traboccante di Avram che prende forma attraverso storie e sogni.
E poi ci ritroviamo d'improvviso diversi anni dopo. Orah ha sposato Ilan, ha avuto due figli e si è poi separata dal marito. Sono diversi anni che non ha più notizie di Avram, colpito da una terribile vicenda della quale si scopriranno poi i particolari. Uno dei due figli di Orah, Ofer, nonostante abbia ormai finito il servizio militare obbligatorio, decide di partire volontario per una missione in Cisgiordania, proprio nei giorni in cui lui e sua madre avevano programmato una gita in Galilea... Orah decide comunque di fare quel viaggio tanto desiderato e lo fa insieme a una persona fondamentale nella propria vita: Avram.

A un cerbiatto somiglia il mio amore non è un libro di facile lettura: la prosa di Grossman alterna momenti di grande fluidità ad altri in cui l'intimismo delle riflessioni dei suoi personaggi richiede un tipo di attenzione piuttosto impegnativa.
"Impegnativo" è un aggettivo che ho più volte utilizzato per decrivere questo romanzo, ma il termine è da leggersi nella sua accezione più positiva: ho sì impiegato più di due mesi a concludere la lettura di questa storia che si dipana attraverso più di 800 pagine, ma i suoi personaggi mi hanno colpito così tanto che faranno fatica a sbiadirsi nella memoria.
Il titolo della versione italiana che è tratto da un verso de Il cantico dei cantici e gioca sul significato ebraico del nome Ofer ("cerbiatto") è piuttosto diverso da quello originale che suona come "Una donna in fuga dalla notizia". La fuga di cui si fa riferimento è quella compiuta da Orah al momento della partenza di Ofer. La donna rifiuta di aspettare a casa il momento in cui le verrà comunicata la morte di suo figlio.
E' un comportamento che è tutto fuorchè carico di logica: è un gesto semmai scaramantico, che vuole sovvertire le meccaniche crudeli della realtà. Orah si ribella all'ordine prestabilito dalle autorità del suo paese: rifiuta di mettersi seduta e aspettare che ciò che è stato deciso si compia. Ai valori assurdi di ciò che succede fuori, contrappone i propri valori intimi di donna e di madre. Quel viaggio, spera, proteggerà suo figlio. Se se ne andrà staccando i contatti da ogni possibile notizia sui conflitti in corso, non gli succederà niente.

Ma questo espediente narrativo non deve far pensare a un romanzo poco credibile o scevro di elementi del quotidiano: attraverso i lunghi flashback sulla vita di Orah, Grossman stende un ritratto molto onesto della vita famigliare della sua protagonista. Di ciò che succede all'interno delle quattro mura domestiche, l'autore rende un'immagine dettagliata e interessante nel descrivere le problematiche, i dubbi, piccoli e grandi gioie e dolori dell'essere coppia e dell'essere genitori. Uno sguardo che sa essere tanto spietato quanto delicato.

Ce ne fossero di personaggi come David Grossman che hanno il coraggio e la sensibilità di parlare di pace pur avendo vissuto sulla propria pelle la tragicità di una situazione del genere: durante la stesura del romanzo l'autore ha perso un figlio di appena 20 anni. A un cerbiatto somiglia il mio amore non si propone di descrivere minuziosamente la questione mediorentale; affronta semmai il meccanismo per cui la politica, la storia entra in una casa, sconvolge una famiglia qualunque, una madre qualunque. Arriva a pizzicare le corde della nostra sensibilità raccontandoci il dramma dell'individuo singolo e non tramite il freddo conto dei morti di un telegiornale. Affonda a piene mani nell'umanità dei suoi personaggi: amore, dolcezza e tanto dolore. Dolore di una mamma che non si rassegna a perdere un figlio, dolore di un uomo che dopo anni ha cicatrizzato le ferite della guerra, ma non quelle profonde della sua anima, dolore per una terra che non offre ai giovani un futuro normale.
E amore. Attravero il viaggio di Orah, Grossman canta il suo amore per la propria terra dilaniata, un canto di speranza per le generazioni future.




(8 comments) - (Post a new comment)


[info]ladymacbeth77
2009-02-01 10:44 am UTC (link)
Bellissima recensione, tesoro. Una delle migliori che hai scritto, davvero.
Sono stata curiosa di leggerlo fin da quando tu e Bea me ne avete parlato (faccio mea culpa, di Grossman non ho letto niente) e ora ancora di più. Sarà sicuramente una delle prossime letture.

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[info]remedios79
2009-02-02 09:53 am UTC (link)
Poi facci sapere :P

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[info]ephaistion85
2009-02-01 12:17 pm UTC (link)
Bravissima, Veroverovero^_^
Direi che la recensione ti è venuta molto bene :)
Sul libro, credi di averti detto già tutto ciò che penso (e per la cronaca: mio padre ha la mia copia in ostaggio da due mesi perchè "non vuole che il libro finisca" XD).

*acchiappa la Franci per un orecchio e la costringe a leggere il libro*

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[info]remedios79
2009-02-02 09:54 am UTC (link)
Grazie, bimba :)

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[info]urlapiedi
2009-02-02 09:49 am UTC (link)
Sì, decisamente una delle tue migliori recensioni, sentita e anche un po' sofferta ^^"

In particolare ho apprezzato questa frase:

"Orah si ribella all'ordine prestabilito dalle autorità del suo paese: rifiuta di mettersi seduta e aspettare che ciò che è stato deciso si compia. Ai valori assurdi di ciò che succede fuori, contrappone i propri valori intimi di donna e di madre. Quel viaggio, spera, proteggerà suo figlio. Se se ne andrà staccando i contatti da ogni possibile notizia sui conflitti in corso, non gli succederà niente."

Non avendo letto il libro (ho un qualche problemino con la prosa di Grossmann, lo ammetto ^^") non mi ritengo in grado di formulare un giudizio più articolato, ma da quel che ho inteso mi pare sia una fuga dettata, oltre che dall'affeto di una madre, da un'umanità che cerca di emergere dal dolore per issarsi al di sopra degli orrori del conflitto e della sua ferrea logica che ha divorato più di una generazione, dell'una e dell'altra parte.

Mi ripropongo di leggerlo, anche se probabilmente rischierò di metterci il doppio del tuo tempo ^^"

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[info]remedios79
2009-02-02 09:55 am UTC (link)
Hai colto pienamente quello che volevo dire, grazie SDM (vediamo se la capisci XD )

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[info]urlapiedi
2009-02-02 09:59 am UTC (link)
Sogno di Micia? Ma che carina, amore, grazie!

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[info]remedios79
2009-02-02 10:28 am UTC (link)
Mi hai rubato la battuta?Ma che tristezza, trova una variante XD

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