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Monday, November 2nd, 2009
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11:57 am - Per Alda Merini
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"Spazio spazio, io voglio, tanto spazio per dolcissima muovermi ferita: voglio spazio per cantare crescere errare e saltare il fosso della divina sapienza. Spazio datemi spazio ch’io lanci un urlo inumano, quell’urlo di silenzio negli anni che ho toccato con mano."
Alda Merini, da "Vuoto d'amore"

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| Monday, September 14th, 2009
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6:25 pm - Tour di Pippo Pollina in Italia con l'orchestra di Zurigo
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Se vi piace la buona musica d'autore fidatevi e cercate di andarlo a vedere. E'un tour molto particolare, con la presenza di un'orchestra, quella del conservatorio di Zurigo, composta da 75 elementi. Da non perdere!!!

Le date:
Venerdì 2 ottobre – LOCARNO (CH) Palazzetto Fevi Info e prenotazioni: info@pippopollina.com
Sabato 3 ottobre - GENOVA (I) Teatro Archivolto Info e prenotazioni: mirella@storiedinote.com
Domenica 4 ottobre - ASTI (I) Teatro Alfieri Info e prenotazioni: mirella@storiedinote.com
Giovedì 8 ottobre - PALERMO (I) Teatro Franco Zappalà Info e prenotazioni: mirella@storiedinote.com
Venerdì 9 ottobre - CATANIA (I) Teatro Le Ciminiere Info e prenotazioni: mirella@storiedinote.com
Sabato 10 ottobre - ACIREALE (I) Teatro Stabile Maugeri Info e prenotazioni: mirella@storiedinote.com
Lunedì 12 ottobre – ABRUZZO (I) Teatro da stabilire Info e prenotazioni: mirella@storiedinote.com
Mercoledì 14 ottobre - FERMO (I) Teatro dell'Aquila Info e prenotazioni: mirella@storiedinote.com
Giovedì 15 ottobre - FIRENZE (I) Teatro Saschall Info: mirella@storiedinote.com Prenotazioni: www.sachall.it – www.ticketone.it - www.boxofficetoscana.it
Venerdì 16 ottobre - ORVIETO (I) Teatro Mancinelli Info e prenotazioni: mirella@storiedinote.com
Sabato 17 ottobre –Riva del Garda Auditorium S. Giuseppe Info e prenotazioni: mirella@storiedinote.com
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| Sunday, September 6th, 2009
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11:21 am - Le promesse non muoiono mai, Domenico Medea
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XVIII secolo. E'una notte silenziosa in cui tutti dormono (o quasi) a Panume, piccolo borgo calabro di lingua arbereshe, una minoranza linguistica che trae la sua origine da alcuni insediamenti albanesi risalenti al '400. Sarà solo al mattino che Andrea Reres, il falegname del paese, scoprirà che sua figlia Cristina è scomparsa e che la tomba del figlio è misteriosamente spoglia. XXI secolo. Il giovane Andrea Reres scopre per caso una lettera firmata da un suo antenato che porta il suo stesso nome. La curiosità lo spinge a ricercare e a scoprire la storia della sua familia, una storia fatta di misteri e maledizioni, una storia che gira intorno alla parola "besa". La besa è la promessa, la parola data che va mantenuta per preservare il proprio onore e la cui forza oltrepassa i confini imposti dalla morte. "Le promesse non muoiono mai" è il primo romanzo di Domenico Medea che vive a Firenze, ma è originario di Pallagorio, paese in provincia di Crotone che con Panume ha molti punti in comune. Una lettura piacevole e scorrevole che trova a mio parere la sua unica pecca nello smontarsi della tensione narrativa nelle pagine finali. Apprezzabile invece è il tocco ironico di diverse pagine del romanzo che porta l'autore a divertirsi (e a divertirci) ad esempio con un improbabile retroscena in cui ci racconta la vera storia della nascita del profumo Chanel n°5, frutto delle migliori fragranze di Panume. Non mancano poi interessanti spunti di riflessione sulla (mancanza di) memoria storica calabrese. Mi piace poi la scelta coraggiosa di strutturare questo primo lungo scritto dell'autore come una saga familiare le cui vicende, in bilico tra elementi ora realistici ora magici, rimandano un po' alla memoria il capolavoro di Gabriel Garcia Marquez, quel Cent'anni di solitudine a me così caro.
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| Tuesday, August 25th, 2009
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8:39 am - Sicilia/Calabria 2009
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Eccoci qua con il consueto reportage delle vacanze... In occasione del matrimonio della mia cara amica Laura, quest'anno io e il mio Animalo abbiamo scelto come prima tappa la Sicilia e in modo particolare "Panormo amata" (cit.) Il primo giorno di viaggio, coincidente con il suddetto matrimonio, è stato all'insegna della "misson impossible": -Partenza ore 5. - Viaggio in macchina per Firenze. - Prendi il treno per Pisa - Prendi l'aereo per Palermo (Veronica: Ma quello è l'aeroporto? Quello sotto la montagna? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!)- Prendi l'autobus per la stazione - Prendi il treno per Sant'Agata di Militello. Arriviamo all'albergo già sciupatelli. (Sul treno come benvenuto in Sicilia ci si offre agli occhi e alle orecchie una megalitigata di due signori che, conosciutosi sul treno, prima cominciano a chiacchierare amabilmente e poi...uno dei due, quello che viene da fuori, ha l'incauta idea di lamentarsi della sporcizia dell'isola. Da lì l'Apocalisse). Nonostante la stanchezza ci godiamo il matrimonio (blatta, che commozione vederti in abito da sposa!) e mangiamo come dei maiali. Dal secondo giorno comincia l'avventura palermitana. L'appartamento che abbiamo preso in affitto è carinissimo anche se si trova in una strada di Palermo piuttosto popolare (soprannominata efficacemente dall'Animalo "SCAMPIA"), ma in ogni caso comoda per gli spostamenti: siamo giusto dietro il Politeama. Palermo mi appare subito come una città bellissima e ricca di contrasti: convivono a pochi metri di distanza la strada dei negozi in, le splendide architetture, le strade che fanno nascere dialoghi del genere: Veronica: Amore, secondo me ci accoltellano. Animalo: Mannò, è solo una zona più popolare delle altre! Veronica: Sarà, ma secondo me ci accoltellano... Animalo: Torniamo indietro. Subito. Ci innamoriamo della Cattedrale, della Cappella Palatina del Palazzo dei Normanni, dello splendido Duomo di Monreale (dove tra l'altro ho rivisto Marilena, una cara amica che non incontravo da anni), delle arancine, della caponata, delle cassatine!*sospiro* Dentro la Cappella Palatina l'Animalo si prende il compito di leggere la guida, io lo ascolto. Animalo: La Cappella Palatina è completamente rivestita da splendidi mosaici, blablablablabla, da notare il grazioso elefante di granito al centro della cappella Veronica: Ma io l'elefante non lo vedo!!! Inutile specificare che NON esiste nessun elefante...

 Unica nota negativa: il grande caldo. Più di una volta non mi sono sentita propriamente bene tanto da prendere in prestito l'orribile cappello dell'Animalo che però mi ha salvato dai colpi di sole. Per concludere la nostra vacanza ATUTTOSUD, finiti i giorni palermitani, prendiamo il treno e ci fermiamo in Calabria, dove non tornavo da quattro anni. Rivedere i miei nonni e i posti dove ho trascorso quasi tutte le mie estati, è stato bello. Solo un po'triste notare come di anno in anno sembra esserci sempre meno gente. Solo un po'triste non riconoscere quasi più nessuno. I giorni passano con un ritmo molto più leeeento di quanto siamo abituati, la gente cammina più piano, l'aria più buona, le stelle più numerose. L'Animale si trova bene, gradisce il menù invariato da anni e uguale tutti i giorni: carne, peperoni, sciongata. Nonna gli racconta i suoi episodi più divertenti, quelli in cui ogni volta finisce per picchiare qualcuno... Il ferragosto ci vede di nuovo preparare le valigie..Si torna a casa!
 Le affascinanti rovine di Cerenzia Vecchia in Calabria:
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| Sunday, July 12th, 2009
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10:11 am - Shopping!
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Mi spiace un poco aver quasi abbandonato questo blog. La vita qui a Roma mi piace, ma i nuovi ritmi mi lasciano poco tempo per internet... Poichè si avvicinano le date di due grandi eventi (una laurea e un matrimonio), ieri mi sono comprata questi due vestitini da Promod che è uno dei pochi posti in cui riesco a farmi piacere qualcosa...

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| Thursday, May 14th, 2009
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10:12 am - Muffin al topping/Maglia di Totoro XD
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| Tuesday, May 12th, 2009
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4:04 pm - Torta di mele
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| Sunday, May 10th, 2009
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5:47 pm - Timballi di riso
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| Saturday, May 9th, 2009
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12:01 pm - Per Peppino
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A trentuno anni dalla sua morte, un pensiero per Peppino Impastato
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| Friday, April 10th, 2009
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12:02 pm - Tiramisù al cioccolato bianco
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Eccoci qua con l'ennesima bomba calorica... Questo tiramisù al cioccolato bianco è spettacolare, la prossima volta ci aggiungo pure dei frutti di bosco per decorare... La ricetta l'ho presa da cookaround:
Una confezione di pavesini
2 uova
250 g di mascarpone
50 g di zucchero
100 g di cioccolato bianco
250 g di panna da montare
latte per inzuppare i pavesini
Sciogliete il cioccolato bianco e lasciate ad intiepidire. Nel frattempo montate i tuorli con lo zucchero e incorporate il mascarpone. Aggiungete il cioccolato bianco. Montate gli albumi a neve e uniteli al composto per formare una crema. Versate uno strato di crema in un contenitore e mettete sopra uno strato di pavesini imbevuti con il latte. Alternate con uno strato di panna montata (che avrete montato con due cucchiai di zucchero)
Ecco una fetta:
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| Thursday, March 26th, 2009
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7:58 pm - Biscotti a cuore e crostata di crema e lamponi
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Finalmente ho imparato a fare la pasta frolla! Ho cominciato a fare dei biscotti cuoriciosi per l'animale a cui li ho regalati dopo averli messi in un barattolo:

La ricetta la trovate qua:
http://www.cookaround.com/yabbse1/blog.php?b=45682
Rispetto alla ricetta appaiono più chiari perchè non ho avuto il coraggio di metterci troppo colorante: quello utilizzato nel link mi sembrava davvero troppo..
Ed ecco il primo esperimento con una crostata:

Mi sono ispirata a questa ricetta qua:
http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=50109&highlight=crostata+crema+lamponi
Ma ho fatto delle modifiche, quindi la riscrivo qua.
Per la pasta frolla ho preso le identiche dosi, ho solo sostituito il ciobar con del cacao zuccherato:
240 g. di farina 120 g. di zucchero 150 g. di burro 1 uovo e 1 tuorlo 60 g di cacao zuccherato 1 cucchiaino lievito per dolci
Per la crema: Due cucchiai e mezzo di zucchero Tre cucchiai e mezzo di farina Mezzo litro di latte Tre tuorli Aroma alla vaniglia 1 cucchiaio di maizena
Decorazione: Una confezione di lamponi
Dopo aver impastato gli ingredienti componete una palletta di frolla e mettete nel congelatore per 15-20 minuti. (io ho bruciato la crema pasticcera e a quel punto ho deciso di congelare la frolla e riprovarci il giorno dopo, ma questa è un'altra storia...)
Intanto preparate la crema. Mescolare farina, maizena e zucchero. Versare piano il latte e infine l'aroma alla vaniglia. Sbattere i tuorli d'uovo e unirli al composto. Mettere sul fuoco e girare fino a che non si addensa.
Non c'è bisogno di fare tutto quel lavoro che c'è scritto nel link...dopo aver steso la frolla nella teglia imburrata e con la carta da forno versare direttamente la crema. Tenere in forno a 180° per mezzora.
L'ho assaggiata adesso insieme a mamma: è buonissima :)
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| Saturday, March 7th, 2009
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11:44 am - Cheesecake alle pere e cioccolato
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Ieri ho voluto fare una variante del cheesecake che è uno dei miei dolci preferiti...
Gli ingredienti per la base:
225 g di biscotti saiwa 150 g di burro
Gli ingredienti per la copertura:
1 pera 250 g di mascarpone 100 g di ricotta 70 g di cioccolato 2 uova 1 cucchiaio di maizena 80 g di zucchero 1 bustina di vanillina
Qui trovate il procedimento:
http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=79693
Ecco la mia:
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| Monday, February 23rd, 2009
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10:22 pm - San Valentino e Crostata alla ricotta
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L'ultimo dolce sperimentato è una crostata alla ricotta...In realtà l'intenzione era quello di provare a fare la pasta frolla in casa, ma non ci volevo perdere troppo tempo dietro e ho uato quella già pronta della Buitoni (quella in panetto...la versione già stesa non mi piace). Sì, lo so... è una blasfemia, ma il risultato è stato piuttosto buono!
Gli ingredienti:
-Pasta frolla -300 g di ricotta -100 g panna da montare -70 g di zucchero -una fiala di essenza di vaniglia -Un uovo -150 g di cioccolato in gocce o a pezzetti
Stendere la pasta frolla in una teglia imburrata con la carta da forno. Sbattere l'uovo con una forchetta e aggiungere tutti gli altri ingredienti. Versare l'impasto dentro la pasta frolla e aggiungere le decorazioni con la frolla avanzata. Infornare in forno preriscaldato a 180° (o 150° se è un forno ventilato) per 45 minuti circa.
Ecco qua il risultato:

Si può essere così pieni di fantasia? Cosa ho regalato al mio Animalo per San Valentino
-Un libro (Stagioni diverse di King) -Una borsa -Una maglietta con gli occhiacci disegnata da me (è_é)
Cosa lui ha regalato a me: -Un libro (Prima o poi l'amore arriva di Stefano Benni) -Una borsa -Un tiramisù con gli occhiacchi fatto da lui (è_é)
( Sotto al cut le foto )
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| Sunday, February 1st, 2009
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11:05 am - A un cerbiatto somiglia il mio amore, David Grossman
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Guerra dei sei giorni. Orah, Avram e Ilan sono tre sedicenni che si incontrano all'interno del reparto di isolamento di un ospedale di Gerusalemme mentre all'esterno è il caos. Mentre Ilan è quasi del tutto relegato a un mondo fatto di deliri da febbre alta, tra Orah e Avram nasce (una luce nel buio dell'ospedale) un'amicizia profonda fatta di un fiume di parole: i pensieri più profondi di Orah che hanno adesso il coraggio di uscire, la fantasia traboccante di Avram che prende forma attraverso storie e sogni. E poi ci ritroviamo d'improvviso diversi anni dopo. Orah ha sposato Ilan, ha avuto due figli e si è poi separata dal marito. Sono diversi anni che non ha più notizie di Avram, colpito da una terribile vicenda della quale si scopriranno poi i particolari. Uno dei due figli di Orah, Ofer, nonostante abbia ormai finito il servizio militare obbligatorio, decide di partire volontario per una missione in Cisgiordania, proprio nei giorni in cui lui e sua madre avevano programmato una gita in Galilea... Orah decide comunque di fare quel viaggio tanto desiderato e lo fa insieme a una persona fondamentale nella propria vita: Avram. A un cerbiatto somiglia il mio amore non è un libro di facile lettura: la prosa di Grossman alterna momenti di grande fluidità ad altri in cui l'intimismo delle riflessioni dei suoi personaggi richiede un tipo di attenzione piuttosto impegnativa. "Impegnativo" è un aggettivo che ho più volte utilizzato per decrivere questo romanzo, ma il termine è da leggersi nella sua accezione più positiva: ho sì impiegato più di due mesi a concludere la lettura di questa storia che si dipana attraverso più di 800 pagine, ma i suoi personaggi mi hanno colpito così tanto che faranno fatica a sbiadirsi nella memoria. Il titolo della versione italiana che è tratto da un verso de Il cantico dei cantici e gioca sul significato ebraico del nome Ofer ("cerbiatto") è piuttosto diverso da quello originale che suona come "Una donna in fuga dalla notizia". La fuga di cui si fa riferimento è quella compiuta da Orah al momento della partenza di Ofer. La donna rifiuta di aspettare a casa il momento in cui le verrà comunicata la morte di suo figlio. E' un comportamento che è tutto fuorchè carico di logica: è un gesto semmai scaramantico, che vuole sovvertire le meccaniche crudeli della realtà. Orah si ribella all'ordine prestabilito dalle autorità del suo paese: rifiuta di mettersi seduta e aspettare che ciò che è stato deciso si compia. Ai valori assurdi di ciò che succede fuori, contrappone i propri valori intimi di donna e di madre. Quel viaggio, spera, proteggerà suo figlio. Se se ne andrà staccando i contatti da ogni possibile notizia sui conflitti in corso, non gli succederà niente. Ma questo espediente narrativo non deve far pensare a un romanzo poco credibile o scevro di elementi del quotidiano: attraverso i lunghi flashback sulla vita di Orah, Grossman stende un ritratto molto onesto della vita famigliare della sua protagonista. Di ciò che succede all'interno delle quattro mura domestiche, l'autore rende un'immagine dettagliata e interessante nel descrivere le problematiche, i dubbi, piccoli e grandi gioie e dolori dell'essere coppia e dell'essere genitori. Uno sguardo che sa essere tanto spietato quanto delicato. Ce ne fossero di personaggi come David Grossman che hanno il coraggio e la sensibilità di parlare di pace pur avendo vissuto sulla propria pelle la tragicità di una situazione del genere: durante la stesura del romanzo l'autore ha perso un figlio di appena 20 anni. A un cerbiatto somiglia il mio amore non si propone di descrivere minuziosamente la questione mediorentale; affronta semmai il meccanismo per cui la politica, la storia entra in una casa, sconvolge una famiglia qualunque, una madre qualunque. Arriva a pizzicare le corde della nostra sensibilità raccontandoci il dramma dell'individuo singolo e non tramite il freddo conto dei morti di un telegiornale. Affonda a piene mani nell'umanità dei suoi personaggi: amore, dolcezza e tanto dolore. Dolore di una mamma che non si rassegna a perdere un figlio, dolore di un uomo che dopo anni ha cicatrizzato le ferite della guerra, ma non quelle profonde della sua anima, dolore per una terra che non offre ai giovani un futuro normale. E amore. Attravero il viaggio di Orah, Grossman canta il suo amore per la propria terra dilaniata, un canto di speranza per le generazioni future.
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| Sunday, January 11th, 2009
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12:39 am - 11 gennaio 1999
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Sono passati dieci anni e c'è un gran parlare di te. Chissà poi se così sincero da parte di tutti. Sono passati amori, amicizie, gioie e piccoli e grandi drammi. Una delle poche costanti nella mia vita rimane la tua musica e il grande rispetto che ho per quelle perle di canzoni che mi hai lasciato. Vorrei ricordarti con un brano che non è tra i tuoi più conosciuti, ma che è oggi, ahimè così tremendamente attuale. Si chiama Sidun. Ciao, Faber.
(per chi volesse: nel video su youtube è possibile attivare i sottotitoli con l'opzione in basso a destra...Il genovese non è proprio un dialetto semplicissimo ^^')
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| Wednesday, January 7th, 2009
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10:15 am
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Poichè l'influenza mi costringe a letto...perchè non approfittarne per fare un bel post frivolofrivolo sul blog? Le vacanze natalizie sono state così come le volevo...piene di affetto da parte degli amici e piene d'amore da parte del mio animale. L'inizio di questo periodo di tregua da stress e inutili ansie, è stato sancito dal consueto saggio di Natale del gruppo di teatro...Per quanto ne dica Mario, mi pare che sia andato tutto bene. E'vero, il nostro gruppo forse non è tra i migliori, ma i paragoni sono deleteri: dovremmo solo pensare a dare il meglio di noi stessi e soprattutto a DIVERTIRCI. Le lezioni ricominciano domani...Spero di riprendermi in modo da poter tornare a teatro senza perdere un polmone per la strada. Dal 3 gennaio fino a ieri sono stata con Iacopo a Mantova e a Sabbioneta: un viaggetto che progettavamo da tempo e che si è rivelato piacevolissimo. La presenza della neve ha reso tutto più magico...Peccato per il freddo allucinante!!

( Sotto al cut un'altra immagine del saggio e le foto dei regali di Natale... )
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| Wednesday, December 3rd, 2008
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3:24 pm - Bonbon al cocco!
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Per la gioia di Laverio e pure di Marchino...Ecco qua altri dolci che NON assaggerete *^_^*
BONBON AL COCCO:
Ho preparato ieri sera questi bonbon ispirandomi a una ricetta trovata su cookaround e modificandola a mio piacimento. Devo portarli da un'amica stasera e siccome ho letto che è preferibile che se ne stiano un po'in frigo, li ho preparati prima. Queste le dosi:
250 g di ricotta 125 g di zucchero a velo 200 g CIRCA di farina di cocco Mandorle pelate
Per la glassa:
100 g di cioccolato fondente Burro
In un recipiente mescolate la ricotta con lo zucchero. Quando si è formata una cremina omogenea, versate la farina di cocco. Ho specificato che si trattano CIRCA di 200 grammi perchè sono andata ad occhio: fermatevi quando si è formato un composto abbastanza sodo da poterci fare delle palline. Con le mani umide formate delle palline e mettete al centro una mandorla senza buccia (io non le avevo trovate e l'ho tolta da me: basta metterle nell'acqua e portare a bollore...dopo si toglie molto facilmente!)
A questo punto si mantengono i dolcetti una nottata in frigo oppure un'oretta nel congelatore in maniera che siano abbastanza sodi da poterci mettere sopra la glassa di cioccolato... Per la glassa ho sciolto il burro e il cioccolato a bagno maria..Per il burro sono andata un po' ad occhio cercando di formare un composto il più liquido possibile, ma non è venuto proprio come volevo. Il risultato non è perfetto, ma comunque presentabile...Sono venute più carine le palline bianche, quelle che ho rotolato nella farina di cocco!
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| Monday, November 17th, 2008
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9:06 pm - Ancora Muffins!
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| Friday, November 7th, 2008
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11:18 am
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E si ricomincia la scuola di teatro con il terzo e ultimo anno. Quest'anno c'è stato un cambiamento di insegnante: non più Sergio, ma Manola...e la prima impressione è stata davvero buonissima! E'precisa, forse più severa e ama De Andrè, il che significa 100 punti in più. Ieri (come spesso mi capita in questo periodo) ero di umore nero e con poca voglia di cominciare qualcosa di nuovo...invece appena arrivata nella saletta mi sono ricreduta e le due ore sono davvero volate. Abbiamo cominciato con le presentazioni e un po'di riscaldamento con degli esercizi già fatti lo scorso anno: camminare prima liberamente e poi prendendo il ritmo degli altri compagni. Una volta riscaldati abbiamo cominciato con le novità: Manola e Brunella (l'assistente) hanno sparso foto di quadri di Michelangelo per tutta la stanza. Questo il nostro compito: scegliere cinque personaggi tratti dai quadri e imitare le loro pose; con le cinque forme creare una sequenza da mostrare ai compagni. Le pose devono essere il più possibile simili a quelle dei quadri, cercando di imitare al meglio la posizione del corpo, ma anche le espressioni. Ogni posa dovrà essere collegata a quella successiva da un movimento fluido che faccia apparire la sequenza come un tutt'uno. Sembra facile, ma non lo è. Le difficoltà sono molte: da quella iniziale di avere una piena coscienza del proprio corpo per riprodurre esattamente quello che si vede a quella di memorizzare per bene la successione dei movimenti, a quella di rendere la sequenza fluida e decisa. Ma proprio per queste difficoltà l'esperimento mi ha stuzzicato e da quel che ho capito questo tipo di esercizio ci accompagnerà almeno fino al minisaggio di dicembre.
I compiti per la prossima volta: 1) Portare una poesia che già sappiamo a memoria, una per esempio che risalga ai ricordi scolari. (Qui son stata poco contenta: le uniche due poesie che ricordo a memoria sono di Giosuè Carducci. E io DETESTO Carducci) 2) Portare una poesia che ci piaccia molto. I testi delle canzoni non sono ammessi ad eccezione di Fabrizio De Andrè (De Andrè mi tenta tantissimo, ma recitare testi di canzoni è un macello: difficilmente si riesce ad astrarre il testo dalla musica..o quantomeno io lo trovo ostico da fare) 3) Portare una battuta di Shakespeare a nostro piacimento. (e qui i miei neuroni hanno cominciato una danza infernale perchè di frasi meritevoli ce ne sono a bizzeffe...sceglierne una sarà difficile...e comunque non ne voglio portare una inflazionata. Vedremovedremo)
Insomma, inizio da promuovere a pieni voti: ho apprezzato l'andamento della serata e sono curiosissima di sapere come lavoreremo sui testi da portare *^_^*
Ah, se avete consigli sulle poesie o sulle frasi shakesperiane fatevi avanti...
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| Monday, November 3rd, 2008
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7:11 pm - Lucca Comics and Games 2008
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Eccoci qui al consueto reportage sul Lucca Comics and Games... Quest'anno al posto del consueto treno, abbiamo scelto di andare in macchina con la Beabeabea e per la confusione passiamo più tempo a trovare parcheggio che ad arrivare a Lucca XD Il gruppo che si disperderà e si ricongiungerà a singhiozzo, sarà composto da me, Iacopo, Francesca, Beatrice, Margi, Stefania e tre amiche delle bimbe. Il centro di Lucca è al solito invaso da cosplayers più o meno noti (Iacopo classifica i cosplay di anime sconosciuti come "Inuyasha" o semplicemente "matto che gira per Lucca"). Nessun costume particolarmente originale, ma da premiare la simpatia dei Power Rangers che corrono per le strade (perchè i Power Rangers corrono SEMPRE), la fighissima sfilata dei cosplayers di Star wars e il tipo in calzamaglia che non so bene cosa impersoni, ma il cui costume gli copre a tal punto la visuale da farlo incespicare su un cestino della spazzatura.
( Continua... )
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