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Saturday, May 12th, 2012
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5:39 pm - Mangia, prega, ama di Elizabeth Gilbert
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Elizabeth è una donna americana, trentadue anni, scrittrice, con un divorzio alle spalle e un'altra storia d'amore finita male. Voltata la pagina della depressione e degli psicofarmaci, decide di dedicarsi a se stessa nel tentativo di trovare finalmente una pace interiore; parte quindi per un viaggio che la rigenererà nella mente e nel corpo. Il viaggio ha tre tappe fondamentali che corrispondono ai tre imperativi del titolo: Italia (mangia), India (prega), Indonesia (ama).
Ogni tanto ci vuole un libro cazzata. Un romanzo che sia senza pretese, leggero, "da ombrellone". Così mi sono avvicinata all'autobiografia della Gilbert, senza aspettarmi qualcosa che "poteva cambiarmi la vita" (giuro, nella rete si trovano anche commenti di questo tipo, immagino scritti da persone che oltre a Cioè non abbiano mai toccato carta stampata). La mia voglia di un libro semplice e scorrevole è stata effettivamente soddisfatta, peccato però che non siano mancati momenti di una tale superficialità da risultare irritanti. La descrizione dell'Italia è così piena di luoghi comuni da non credere che provenga da una persona che a Roma ci ha vissuto per quattro mesi. Pizza, mafia, Berlusconi e poco altro. Gli uomini italiani? Sono simpatici, belli e attaccati come sanguisughe alle gonne di mammà. La nostra eroina americana si abbuffa di cibo, impara l'italiano e non si azzarda a mettere piede in un museo perchè non interessata all'estetica. Ingrassata come un maiale, dopo aver saccheggiato le gelaterie della capitale, Elizabeth è pronta per una dieta pagata dall'editore da affrontare nella terra delle vacche sacre, l'India.
In India Elizabeth fa vita monastica di meditazione, lavoro, concentrazione. Per raggiungere il momento più alto della disciplina yoga, quello in cui si libera tutta l'energia positiva e si risveglia la kundalini è necessario un cammino arduo che Elizabeth affoga in tutte le lacrime di cui è capace. Ma chi glielo fa fare? Pare che nella Gilbert domini la convinzione che per arrivare alla fine del percorso sia necessaria una dose abbondante di sofferenza; un concetto che non è molto lontano da quello, per me detestabile, della tradizione cristiana della rinuncia (e da qui al cilicio il passo è breve). E cosa fa Elizabeth per rasserenarsi? Si scrive delle domande e si risponde da sola. Questa non la commento, chi legge ne tragga le sue personali conclusioni.
In un viaggio precedente a Bali, uno sciamano le aveva predetto che sarebbe tornata a breve per passare lì quattro mesi della sua vita. Finalmente rasserenata nello spirito allora Elizabeth sbarca in Indonesia dove appena arrivata scopre (e si stupisce anche) che non può trattenersi per più di un mese perchè il visto per stranieri non può durare di più (informarsi prima pareva brutto). Ma che ci frega, tanto gli indonesiani sono tutti corrotti, basterà pagare la tangente per risolvere la questione. Ritrovato lo sciamano, lui manco la riconosce, ma Elizabeth non si perde d'animo e insiste nell'andarlo a trovare tutti i giorni e a fare di questo vecchio rincoglionito la sua guida spirituale. Lo sciamano guarisce la gente coi disegni, l'acqua santa e gli incantesimi. Coi disegni! Ma solo a me dà i brividi una cosa del genere? L'esperienza indonesiana si conclude con l'incontro con Felipe (ecco l'ammmore!) e il raggiungimento della convinzione che tutti gli indonesiani sono truffatori e bugiardi: ma che ci vuoi fare, loro sono fatti così. In conclusione, leggetelo solo se proprio non avete di meglio da fare, altrimenti evitatelo così come sono da evitare tutti i prodotti in salsa new age che adesso fanno tanta tendenza e che spesso non sono altro che superficiali trovate commerciali.
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| Sunday, February 5th, 2012
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10:49 am - Muffin allo yogurt con noci
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Questa ricetta l'ho presa on line modificandola a mio piacere, ma ho ahimè perso il link: chi la riconoscesse come propria mi avverta così posso modificare il post citando l'autore! E'molto comodo il fatto che venga utilizzato come unità di misura il vasetto vuoto di yogurt.
Gli ingredienti:
-Un vasetto di yogurt all'albicocca (nella ricetta originale era bianco) -Due vasetti di zucchero -Tre vasetti di farina -Mezzo vasetto di olio d'oliva -Una bustina di lievito -Un pizzico di sale -70 g di noci (nella ricetta originale non c'erano)
Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere poi lo yogurt e l'olio. In un altra ciotola versare la farina, il lievito setacciato e un pizzico di sale; mescolare bene e versare il tutto nell'altro contenitore. Mescolare fino ad avere un composto omogeneo e aggiungere le noci. Versare negli stampi per muffin a 170 gradi per 20 minuti.
Eccoli qua:
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| Saturday, January 28th, 2012
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1:43 pm - Assistenza tecnica, buongiorno, posso aiutarla?
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1)Della serie...le richieste assurde
"Buongiorno, avrei bisogno di installare nel mio computer il calendario Maya, sa, per sapere esattamente quando finisce il mondo..." "Signora, ci spiace, non sappiamo di che programma stia parlando" "Com'è possibile che non ce l'avete??"
2)Ops
La mia collega: "Buongiorno, volevamo sollecitare il ritiro del computer del signor XXX: sono ormai mesi che non viene a ritirare" "Purtroppo il signor XXX è deceduto"
3)Quello che chiameremo qui il signor Muccaro, è diventato ormai un mito, una leggenda e il fatto che abbia proprio ieri ritirato il suo computer ci fa venire un po'di tristezza perchè non sentiremo più le sue sempre più deliranti telefonate. Signor Muccaro, ci mancherai. La storia del signor Muccaro comincia con il suo arrivo presso il nostro centro con il suo biglietto da visita: "Buongiorno, mi hanno vandalizzato il computer" La macchina si presentava così: -Asportata la scritta Asus -Graffi su TUTTE le plastiche -Lettore cd asportato -Hard disk tolto -Alloggio ram completamente rovinato -Ram mancanti -La tastiera con quasi tutti tasti mancanti Gli consiglio spassionatamente di non ripararlo perchè la cifra quasi sicuramente andrà a superare il valore del computer. Mi risponde così: "Ma io grmjhhgu kitrubuo" "Cosa??" "Mi scusi, sono confuso, non so bene cosa sto dicendo" Sorrido amabilmente mentre le mie dita digitano un messaggio alla collega:"OMMIODDIOMIODDIO, Silvia, aiutooooooooooo" Dopo un quarto d'ora di tentennamenti decide di richiedere comunque un preventivo di spesa. E questo preventivo ammonta esattamente a euro MILLE E OTTANTASETTE. Riceviamo a questo punto la sua prima chiamata. Ci chiede un consiglio. Gli diciamo che no, non è conveniente procedere perchè il valore del computer è più basso di quello del preventivo; ci risponde che allora verrà a riprendersi il computer. Due giorni dopo ci richiama "Volevo sapere se è conveniente riparare o meno il computer". Gli ripeto che no, non conviene. Mi chiede se può riparare solo la tastiera (!?). "Sì, signore, lo può fare, ma poi cosa se ne fa di un computer che ha una tastiera nuova, ma non funziona niente?". Il giorno dopo: "Buongiorno, sono il signor Muccaro, volevo sapere se mi conviene riparare il computer riparandolo un pezzo alla volta. "Signore, no, non le conviene, la somma dell'intervento rimarrebbe comunque la stessa.." Così di seguito per altre tre/quattro telefonate fino al gran finale: "Buongiorno, sono il signor Muccaro, io vorrei venire a prendere il mio computer, ma sono in un posto in cui NON POSSO NE'ENTRARE NE'USCIRE." Lasciandovi con il dubbio di dove si trovasse esattamente il signor Muccaro..io ribadisco: signor Muccaro, ci mancherai.
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| Sunday, August 28th, 2011
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4:39 pm - Muffin alle pesche
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| Thursday, July 14th, 2011
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5:39 pm - Pancakes con sciroppo d'acero
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Qualche giorno fa una mia amica mi ha portato dal Canada una boccetta di sciroppo d'acero (grazie Laura!)...quale occasione migliore per provare a fare i pancakes? Ho scelto la ricetta dal sito di Mysia e ne ho seguito le indicazioni senza cambiare niente; ecco il link:
http://www.misya.info/2007/07/20/pancakes.htm
Ed ecco i miei:

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| Friday, April 22nd, 2011
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7:55 pm - *^____^*
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| Sunday, April 10th, 2011
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11:11 am - Polpette ceci e zucchine
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Ingredienti:
-Una scatola di ceci già cotti (240 g circa al netto) -Una zucchina -Uno spicchio di aglio -Un uovo -Cinque/Sei cucchiaiate di pangrattato -Sale e pepe -Spezie a piacere (io ho usato una volta un cucchiaino scarso di curry, un'altra una spruzzatina di spezie miste)
Per prima cosa lessate la zucchina. Una volta morbida mettetela in un recipiente e schiacciatela con una forchetta. Tritate i ceci e mescolateli con la zucchina. Aggiungete un uovo, sale, pepe, le spezie, il pangrattato e l'aglio tagliato finemente. Formate delle polpettine e friggete in olio caldo. Buooooneeeeeeeeeee :)
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| Sunday, February 6th, 2011
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8:06 pm - Cassonetti, Gianluca Antoni
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O giorni o mesi che andate sempre via Sempre simile a voi è questa vita mia Diverso tutti gli anni, ma tutti gli anni uguale La mano di tarocchi che non sai mai giocare
Canzone dei dodici mesi - Francesco Guccini
Peter è uno studente di psicologia che condivide un appartamento (immancabilmente sporco) con altri tre ragazzi: Davide, Diego, Matteo. La voglia di studiare è poca, l’apatia regna sovrana e la fine di una storia di certo non aiuta l’umore. Cassonetti è il primo romanzo di Gianluca Antoni, una storia che all’apparenza non ha molto di originale: si tratta semplicemente di piccoli e grandi drammi di giovani studenti, le loro bravate, i loro conflitti amorosi. Antoni si fa leggere: lo stile è semplice e scorrevole, ricco di dialoghi, di battute spiritose e di piacevoli citazioni letterarie. La struttura del romanzo ha però il tocco particolare di non seguire il corso cronologico degli eventi, ma di raccontarci la vicenda attraverso sbalzi temporali. Oltretutto è come se non esistessero passato, presente e futuro, ma solo un’unica dimensione temporale in cui i personaggi incontrano se stessi alle prese con delle azioni già fatte in precedenza senza però riuscire a riconoscersi. Il passato e il futuro sono in fondo delle convenzioni, solo parole…e sì, siamo sempre noi e allo stesso tempo ogni volta diversi perché il tempo irrevocabilmente passa e ci trasforma.
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| Saturday, January 29th, 2011
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8:40 pm - L'uomo che dipingeva con i coltelli, Marco Mazzanti
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Il mondo di Dmitrj, almeno fino all'adolescenza, è un mondo di buio, senza colori poichè il ragazzo è cieco fin dalla nascita. La sua vita sarà sconvolta dal passaggio, nel piccolo paese in cui vive, di un mago che gli restituirà la vista. Dmtrj scoprirà allora che tutto è colore, la materia è colore. E che gli altri esseri umani sono interessanti soprattutto per le loro varietà cromatiche. O solo per quello? I colori cominciano a essere l'ossessione di Dmtrj che scoprirà l'amore per l'arte dipingendo in modo stravagante, sostituendo i pennelli con lame di coltelli. Per ironia della sorte, proprio Dmtrj che fa del colore la sua ragione di vita, di colore è privo: è albino e il paese lo vede di cattivo occhio, quasi fosse una creatura del demonio...
L’uomo che dipingeva con i coltelli è un romanzo breve, appena 131 pagine che scorrono via in poco tempo. Interessante il personaggio di Dmtrj che per la sua ossessione legata a un preciso senso, ricorda un po’il Grenouille de Il Profumo; a causa della sua personalità malata non mancano le scene forti che si leggono quasi con morbosa curiosità. Nel complesso un buon libro insomma, anche se sarei stata completamente soddisfatta se i passaggi narrativi fossero stati un po’meno frettolosi e se l’ambientazione storica fosse stata più curata.
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| Sunday, January 16th, 2011
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4:11 pm - Oggi dolce e salato :P
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Questi sono i biscotti che porterò domani per i miei colleghi di teatro... Speriamo siano venuti buoni ^^'' La ricetta al solito l'ho presa da cookaround con l'unica modifica di aver sciolto 200 g di cioccolato bianco e non 300...e me ne è pure avanzato.
Il link:
http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=93335&page=1
La foto dei miei:

Oggi ho fatto anche questi sformatini di verdure con i piselli. La ricetta a cui mi sono ispirata è questa qua:
http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=53120
Gli ingredienti dei miei sformati:
-200 g di ricotta -140 g di piselli -50 g di parmigiano -1 tuorlo -sale, pepe e un pizzico di noce moscata
Ho cotto i piselli con uno spicchio d'aglio e un po'di olio coprendo con acqua per una decina di minuti. Per il resto ho seguito la ricetta del sito. Con gli ingredienti sopra ne vengono tre.
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| Wednesday, January 12th, 2011
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9:19 pm - Ghiacciolo con nutella, Silvia Scibilia/Accabadora, Michela Murgia
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Marianna è una giovane donna siciliana che passa le proprie giornate tra il lavoro in un baby parking e le fedeli amiche con cui, una volta alla settimana, si ritrova per la serata “Bridget Jones”: chiacchiere, risate e pettegolezzi. Single pasticciona e insicura, ha come hobby quello di scrivere e coltiva la propria passione riempiendo pagine in segreto. Galeotto un piccolo infortunio, una sera Marianna incontra Marco, l’affascinante medico che la soccorre al pronto soccorso. Al successivo casuale incontro tra i due scoppia una irrefrenabile passione...
Ero indecisa se scrivere o meno questo commento; sono consapevole che potrebbe essere non apprezzato dall’autrice e da chi ha gradito il romanzo. Mi sono decisa a buttare giù queste righe perché penso che sia ancora meno corretto dare una valutazione bassa senza motivarla. Innanzitutto penso che per una scrittrice scrivere in un corretto italiano sia il minimo indispensabile: in questo romanzo purtroppo abbondano errori grammaticali, si inciampa spesso con i congiuntivi e i condizionali. Non brilla nemmeno lo stile, molto, forse troppo semplice...e che dire della trama? Il ripetuto insistere sulle scene di sesso sembra quasi un riempitivo per carenza di contenuti. E possibile che si debba trovare come escamotage narrativo un chiaro riferimento a C’è posta per te della De Filippi? Neanche leggendo un libro riesco ad evitare brandelli di quella televisione becera che mette in piazza ciò che dovrebbe essere intimo, sacro e personale? Ma ciò che più mi ha irritato sono le pagine finali; a questo punto chi vuole leggere il libro non proceda oltre. E’inaccettabile che si possa trattare con tale leggerezza un episodio di stupro. E’offensivo nei confronti di quelle donne che l’hanno subito sulla propria pelle, è offensivo nei confronti di tutte le donne in generale. E’inconcepibile il perdono da parte della protagonista e anche da parte delle amiche di Marianna (amiche mie, come sono felice di sapere che per voi non sarebbe così). E’inconcepibile che nessun personaggio parli mai di denuncia. Non mi riconosco nel messaggio di questo Ghiacciolo con Nutella: l’amore vorrà pur comprendere in sé il perdono, ma non è amore quello che include la violenza , non è amore quello macchiato anche da un solo episodio di abuso.

E se volete leggere qualcosa di veramente meritevole, ACCATTATEVI questo:

Ne avevo scritto una recensione che però è andata persa, inscatolata in chissà quale contenitore in questi giorni di pre-trasloco. Un Premio Campiello completamente meritato quello di Accabadora, uno stile ricco e arguto con tematiche impegnative e forti trattate con delicatezza e sensibilità. Traspirano tra le pagine odori, colori di una terra amata, quella Sardegna che ti vien voglia di conoscere e visitare. Un romanzo da leggere, fidatevi, perchè chiusa l'ultima pagina c'è il sorriso della scoperta che c'è aria fresca e pulita anche nel triste panorama della letteratura italiana.
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| Saturday, January 8th, 2011
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10:45 am - Frittatine di riso
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Ricetta semplice e buona che ho fatto due volte; la prima con l'aggiunta di dadini di prosciuto cotto (erano venuti più saporiti), la seconda senza perchè a cena c'era un'amica vegetariana (Bea, sei la solita rompicoglioni!).
La ricetta originale prevedeva un'unica forma in silicone da poi ritagliare in cubetti; io ho usato le mie formine in silicone monoporzione: vengono più carini così :)
Qui il link della ricetta originale:
http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=163136&page=1
La foto dei miei:
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| Wednesday, January 5th, 2011
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7:18 pm - La povera nonnina
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Ieri sera sull'autobus stavo leggendo con attenziona morbosa il mio libro. Incuriosita si avvicina una vecchietta che con voce flautata mi fa: "Signorina, mi tolga una curiosità: qual è il titolo del libro che sta leggendo?" Con un briciolo di senso di colpa le dico: "L'ESTATE DEI MORTI VIVENTI", facendole vedere la copertina tetra. Mi dice "Ah". E se ne va. Non sono Mercoledì Addams, NON SONO MERCOLEDI'ADDAMS!
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| Sunday, December 12th, 2010
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10:16 am - Cronache da un centro di assistenza per pc
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Accettazione: Allora signore, qual è il problema del suo computer? Cliente: Ci stavo lavorando...poi si è bloccato tutto... e all'improvviso è apparso...UN CORVO! Accettazione: Un corvo?!
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| Sunday, December 5th, 2010
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6:57 pm - Il due di Bastoni, Olimpio Talarico
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Siamo a Fercolo, paese dell'entroterra calabrese, anni cinquanta. Gabriele, vedovo della moglie Lidia, vive con la figlia Caterina, la madre e il fratello adottivo Libero, della sua stessa età, ma affetto da un ritardo mentale che lo ferma all'età di sei anni. Caterina richede al padre ciò che da tempo desidera: conoscere la storia del padre e della propria famiglia. E Gabriele, per timore di farsi trascinare dalle emozioni, quella storia la scrive, lasciando per la figlia fogli fitti di racconti, parole, emozioni, dolori, violenze e lotte politiche.
Letto per una catena di lettura di anobii, Il due di bastoni è nel complesso una lettura piacevole con uno stile semplice, ma sentito che più che sulle vicende storiche va a concentrarsi sulle sensazioni interiori, sui rapporti affettivi, sui drammi e le gioie personali. Vi si legge poi un amore per la Calabria che si riflette nella descrizione dei profumi, le canzoni, le atmosfere e alcune tipiche espressioni dialettali. Pochi i motivi per criticarlo, uno dei quali è la mancanza di credibilità nella completa ignoranza di Caterina: non conoscere la storia della propria famiglia in un paese calabrese degli anni cinquanta appare alquanto improbabile dato il contesto di pettegolezzo e condivisione che contraddistingue la terra di origine dell’autore (e dei miei genitori). Tra l’altro in una delle scene più tenere e poetiche del romanzo due personaggi che si incontrano e si innamorano su una corriera scoprono scendendo che già tutto il paese sa di loro due: questo sì, che invece è credibile! Immagino che comunque la spiegazione stia in un espediente narrativo che servisse all’autore per saltare da un piano temporale all’altro.
Molto buona invece la figura di Libero che come il bambino nella storia I vestiti nuovi dell’imperatore, è l’unico che ha il candore e il coraggio di dire che è il re è nudo. In questo caso non si tratta di un vero e proprio re, ma del signorotto del paese che sfoggia con superbia il prorio potere e che viene da tutti temuto. Solo Libero lo affronta, durante una partita di briscola, appellandolo come “il re di niente”. Ma se Don Luigi è “il re di niente” allora Libero è il due di bastoni: la carta che non serve a niente. Eppure è proprio questa figura che sembra vivere ai margini, perso in un proprio mondo, quella che alla fine riesce maggiormente a comprendere le cose in profondità, compresi i risvolti più tragici che sconvolgeranno la vita del protagonista.
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| Wednesday, November 3rd, 2010
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7:52 am - Farfalle salmone e patate
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Questa ricetta l'ho presa da una rivista che si chiama Cucina no problem: è uno dei pochi modi in cui riesco a far mangiare il pesce a Iacopo (che però si mangia il sushi, bah..). Buonissima e facile!
Ingredienti per 3 persone (di cui una è Iacopo, quindi va bene pure per 4):
240 g di farfalle Una patata Cipolla 100 g di salmone affumicato Una confezione di condimento a base di panna e yogurt (io ho usato lo Yochef, ma credo vada bene pure la panna) 15 g di burro sale
Si sbucciano le patate e si fanno a dadini. Si riduce il salmone in pezzetti e si taglia la cipolla.
Si fa sciogliere il burro nella padella con la cipolla per un paio di minuti. Si aggiunge la panna e si spegne.
Si porta a ebollizione l'acqua, si mette il sale e si versano i pezzi di patata. Dopo quattro minuti si butta la pasta e la si fa cuocere. Tenere da parte un mestolo di acqua di cottura. Si scola la pasta e si butta poi nella padella con la salsina. Si riaccende il fuoco, si aggiunge il salmone e un mestolo di acqua di cottura della pasta. Si magna *^___^*
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| Friday, October 22nd, 2010
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7:08 pm - Cronache da un centro di assistenza per PC
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Il protagonista di oggi è un signore che ahimè non vive a Roma e che quindi non abbiamo mai conosciuto di persona. Ci ha richiesto l'assistenza dalla città in cui vive, ma per ben tre volte ha ci ha inviato dei moduli sbagliati. Alla quarta ci ha azzeccato, ma ci ha fatto sapere nello spazio in fondo al modulo che si era un pochetto spazientito... Ecco il capolavoro:
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| Thursday, September 9th, 2010
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8:00 am - Cronache da un centro di assistenza per PC
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Succede che a volte superiamo i clienti...
Questo post è dedicato alla mia collega che ha i super poteri inutili. Cosa vuol dire? Lei non si ricorda ciò che potrebbe essere utile ai fini della riparazione del pc. In compenso ha una memoria stupefacente per ciò che riguarda tutti i particolari inutili come il nome della nipote della signora anziana che ci ha portato il suo notebook. Una sua perla:
Clienteanzianocheciprovaconlacollega: "Ma che è cinese?" (riferendosi OVVIAMENTE al computer che ha portato in assistenza) Lacollegaconisuperpoteriinutili: "Mannò, sono italiana!!!"
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| Monday, September 6th, 2010
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1:55 pm - "Fumiamoci una sigaretta" Ludovica Castelli
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“Niente ha più realtà del sogno” Roberto Vecchioni
Ludovica ha ventisette anni, è catanese, ma da quattro anni vive a Roma dove lavora o spera di lavorare come attrice. Divide l’appartamento dove abita con altre quattro ragazze, le sue “streghe”, con cui condivide chiacchiere, pensieri, litigate e l’onnipresente odore delle sigarette fumate. E poi c’è il “ragazzo di Trastevere”, due occhi blu sconosciuti dei quali Ludovica si innamora: un amore che diventerà per lei quasi un’ossessione, una storia non (ancora?) vissuta che si nutre solo di sogno, fantasia e desiderio.
Il tempo della sigaretta è il tempo dell’attesa, del “prima che”; intanto che aspettiamo fumiamoci una sigaretta, intanto che la vita ci passa davanti fumiamoci una sigaretta. Mi pare che questo piccolo libro parli fondalmentalmente di questo: del bello che c’è nell’attesa, nel sogno e di quanta forza possa avere ciò che non è reale, ma solo immaginato. L’autrice, Ludovica Castelli, ci accompagna piacevolmente in mondo in cui facilmente mi posso identificare con tutti quei riferimenti a passioni che sono anche le mie: i libri, la musica e soprattutto il teatro. Lo fa nella forma di una breve opera prima che è più un diario che un romanzo e che forse, per mio gusto personale, avrei apprezzato di più se non avesse risentito di un certo stile da blog frammentario e un po’ripetitivo. Non convince il finale che ho avvertito come un po’ingenuotto, né alcuni momenti in cui si pecca di eccessiva autoreferenzialità. Ciò nonostante a tratti emoziona, alcuni brani si avvertono come particolarmente veri, scavano con buona penna nel profondo di chi scrive e guardano in modo non superficiale tutte quelle persone che in qualche modo, nel bene e nel male, hanno lasciato un segno nella vita dell’autrice. Fumiamoci una sigaretta ha insomma come punto di forza questi brani azzeccati e intimistici che risultano piacevoli come può esserlo una conversazione con una vecchia amica.
“Che ruolo ho nella tua vita Viola e in quella di chi mi ama e mi vive? Sono davvero in voi o mi limito a spalancare finestre che dovrebbero restare chiuse? Uno sguardo lontano oltre quei vetri. Ho mandato in frantumi i tuoi e adesso tu stai facendo la valigia. Fermati un attimo, fumiamoci una sigaretta, esprimiamo un desiderio, Roma è una città senza stelle, colpa dello smog, ma non importa, chiudiamo gli occhi, prendiamoci per mano…dai Viola, esprimiamo un desiderio, magari non si realizza, ma chi se ne frega!”
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| Tuesday, August 31st, 2010
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12:55 pm - Il giardino delle Esperidi, Dianora Tinti
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Egle Armerina, bella giornalista dalle nobili origini, è alle prese con il restauro della Villa siciliana che appartenne a suo nonno: da anni non rivede le terre delle sue origini, ma è ora decisa a riportare il palazzo alla sua antica bellezza trasformandolo in un lussuoso Bed & Breakfast. Il fortuito ritrovamento, nella biblioteca del nonno, di una lettera e di una ciocca di capelli, porta Egle a scoprire particolari ignoti della storia della sua famiglia: storie che la porteranno a fare un viaggio nella memoria e parallelamente all’interno di se stessa. Scoprirà, insieme a un nuovo amore, un modo di vivere più autentico che rivoluzionerà la sua routine.
Il giardino delle Esperidi è il secondo romanzo di Dianora Tinti, scrittrice nata a Grosseto che ho scoperto tramite le catene di lettura di Anobii. Ciò che c’è di buono in questo romanzo è lo stile curato ed elegante che si esprime nelle descrizioni degli splendidi paesaggi siculi, dei colori, le leggende ed i sapori: l’autrice riesce quindi bene ad esprimere l’amore per questa bellissima terra. Peccato che il tutto sia al servizio di una trama da fiction televisiva che si basa su espedienti narrativi scontati o poco credibili, personaggi poco caratterizzati o così buoni da sembrare finti. Semplicistica poi la contrapposizione marito/amante: l’uno distaccato e poco premuroso, l’altro il solito biondone figo e passionale da letteratura d’appendice. Fastidioso pure lo sguardo troppo parziale nei confronti del tradimento: pura rivendicazione di virilità dell’uno, folgorante storia d’amore per l’altra. In conclusione un libro che purtroppo non mi ha propriamente convinto e che oltretutto si prende troppo sul serio: non sarebbe guastato un briciolo di ironia e di originalità in più.
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